venerdì 16 marzo 2012

Gli ultimi ritratti

Stasera, chissà perchè, mi tremolava la mano, inseguendo la stessa linea di ieri sul foglio, ho pensato a lui.
Un giorno disse: "Così sento incessantemente qualcosa di più, qualcosa d’altro, una luce che dal mio intimo brilla all’infinito…Sono talmente ricco da essere costretto a dilapidare ciò che è in me”. Che se uno ci pensa.

Lui era bello, [bello] un tipo, con quell'aria spettinata, occhi grandi, fisico asciutto. E' morto a 28 anni, di influenza, tre giorni dopo la morte di sua moglie Edith e suo figlio di sei mesi. 
La sera prima, lui la ritrasse due volte.
Egon Schiele, non lo si conosce subito, accanto ha sempre personaggi del calibro di Klimt o Freud, poi lo scopri e ti tremano le mani. Ah! ecco perchè.
 

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